In rotta verso la North Route del Mar Rosso

Una crociera classica con itinerario battuto ma sempre tra i più interessanti del Mar Rosso egiziano. Gli scenari quotidiani erano: fuori mari azzurri, deserti infuocati, albe e tramonti dominate dal rosa ed un’ottima cucina con abbondanti buffet; sott’acqua barriere coralline ricche di vita, parchi marini pieni di colori, imponenti relitti di navi ed uno staff egiziano con eccellente guida in lingua italiana

Testo e Foto di Leonardo Olmi

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Il Mar Rosso è da sempre una meta ambita dai sub di tutto il mondo, il paradiso degli amanti della fotografia subacquea, il mare tropicale per eccellenza, a portata di mano e di portafoglio per il turismo europeo dove, negli ultimi anni, la sempre crescente domanda ha contribuito allo sviluppo delle grandi, comode e lussuose catene alberghiere a cui si sono affiancati decine di dive center, ma soprattutto barche da crociera per subacquei, i cosiddetti “Liveaboard”. dsc_9323-tif-copia-copyÈ stata questa la mia ennesima esperienza, in crociera con partenza da Sharm El Sheikh verso la cosiddetta North Route (Rotta Nord), a bordo dell’elegantissima South Moon, uno yacht di 27m adeguato alle esigenze dei subacquei appartenente alla Sea Queen Fleet, che oltre a questa barca con questo itinerario, ne possiede molte altre con altrettanti stupendi e vari itinerari. Inutile dire che tutte le barche sono dotate di ampie e comode cabine con aria condizionata e bagno con doccia. Come tutti sanno, dopo circa un breve volo di quattro ore (a seconda dell’aeroporto di partenza che abbiamo scelto dall’Italia) si atterra all’aeroporto di Sharm El Sheikh. dsc_9579-tif-copia-copyQui trovo lo staff della Sea Queen Fleet che mi accompagna verso Sharm El Mina, da dove partono quasi tutte le imbarcazioni per i sub e le barche da crociera tra cui appunto la nostra South Moon. Durante il tragitto attraversiamo Na’ama Bay, diventata oggi la capitale della subacquea nella regione sud della penisola del Sinai, con alberghi di lusso, centri diving e tutte le comodità possibili ed immaginabili in stile americano. Una volta giunti a bordo, veniamo simpaticamente accolti dal personale di bordo, tutti molto disponibili e gentili, ed ovviamente molti di loro parlano anche italiano, oltre ad un perfetto inglese. dsc_7400-copia-copy

Prima di salpare approfitto per fare un po’ di shopping e qualche foto nel centro turistico di Sharm El Sheikh, che prima del sopravvento dell’industria subacquea non era altro che un antico villaggio di pescatori.

La Crociera e le Immersioni

Come prima destinazione subacquea scegliamo Ras Umm Sid, una delle più vicine e conosciute nei dintorni di Sharm El Sheikh, a 7km da Na’ama Bay subito fuori ad est del porto di Sharm El Moya. dsc_9433-tif-copia-copySotto la punta di Ras Umm Sid, il cui nome deriva dalla parola “ras” che in arabo significa testa o promontorio verso il mare, si trova una delle più belle pareti del Mar Rosso. Il punto migliore per iniziare l’immersione è quello sul lato orientale del promontorio dove oltre 20 metri si incontrano delle enormi gorgonie che in controluce offrono degli ottimi spunti fotografici. Ma l’ambiente migliore per fotografare si trova sicuramente sotto il pelo dell’acqua o non oltre 10m di profondità dove, proseguendo verso ovest con la parete alla nostra destra, i fitti e coloratissimi alcionari sono contornati da nuvole di Anthias. dsc_8988-tif-copia-copyI colori vivi vengono rafforzati dalla presenza di pesci angelo, pesci pappagallo e pesci balestra. Una immersione sicura e con scarsa presenza di corrente che per l’abbondanza di vita di barriera che ci riserva sarà impossibile dimenticare. Poco più avanti, quasi in mezzo alla baia sempre verso ovest, si presenta un altro punto di immersione chiamato Il Tempio caratterizzato da un enorme pinnacolo quasi affiorante, detto La Torre, circondato da altri più piccoli. Il masso di corallo più grande è attraversato da due passaggi ma dovremo nuotare soltanto attraverso il più grande, poiché tentando di attraversare quello più piccolo potremmo spaccare i rami delle gorgonie che si trovano alla sua imboccatura. dsc_0775-tif-copia-copyAnche qui sono presenti molti pesci di barriera a cui a volte si unisce un simpatico pesce napoleone. L’immersione è molto semplice e la profondità media non supera i 15 metri. 60-16-tif-copia-copyData la scarsa presenza di correnti, è anche un ottimo punto per le notturne e la foto macro che per la messa a fuoco in automatico sarà indispensabile applicare un faretto sulla custodia, che con una potenza minima di 50w (alogeno o led) ci servirà anche da torcia. Ottimi quelli della Fa&Mi. La mattina seguente il capitano punta la prua della South Moon verso una altra nota destinazione subacquea, lo Stretto di Tiran, considerato oggi un area protetta. Lo stretto dista solo 12 miglia a nord di Sharm El Sheikh ed è delimitato ad ovest dalla costa del Sinai e ad est dall’isola vulcanica di Tiran. dsc_1568-tif-copia-copyIl suo canale è caratterizzato da una catena montuosa sommersa le cui cime formano i reef di Jackson, Woodhouse, Thomas e Gordon intorno ai quali sono evidenti i segni del pericolo che essi costituiscono per le navi quando soffiano i forti venti settentrionali. Tali venti e la profondità delle acque, che arriva fino ad un massimo di 800 metri, danno origine a forti correnti ricche di plancton provenienti da nord. Tali correnti portano nutrimento agli organismi della barriera che quindi si arricchisce di pesce. Questi grandi spostamenti di masse d’acqua ci obbligano spesso ad effettuare le immersioni sui lati sottovento dei reef, ed i più convenienti sono quelli di Jakson e Gordon.

Nel nostro caso la corrente e le onde moderate ci hanno consentito di immergerci anche sul lato settentrionale di Gordon Reef, proprio di fronte al suggestivo relitto della Loullia ancora appoggiato all’esterno del reef sul lato di tribordo. Nonostante la presenza di un faro sulla punta sud occidentale di Gordon, che dista 1,3km dalla costa del Sinai, questa nave da carico si scontrò con la barriera nel settembre del 1981 mentre era in rotta da Aqaba a Suez. dsc_5654-bis-copia-copyL’immersione sul versante sud orientale di Gordon Reef si svolge lungo una parete che raggiunge una profondità massima di 45m. Entro i primi 25m si trovano dei coloratissimi alcionari e delle bellissime gorgonie rosse dove si mimetizzano spesso le cernie corallo rosse. Scendendo ancora, intorno ai 30m, si incontrano dei grandi rami di corallo nero. Molto interessanti, specialmente per i fotosub le colonie di “garden eels” che spuntano dalla sabbia. Il versante nord del reef, detto Gordon Reef outside, è invece caratterizzato da una parete che scende fino ad un massimo di 40m dove tra gli 8 e i 15m di profondità si trovano piccole grotte ed anfratti in cui riposano degli innocui squali pinna bianca.dsc_6921-bis-copia-copy

Già dalla sera ci prepariamo mentalmente ad affrontare l’immersione del giorno successivo, considerata una delle più belle ed emozionanti della penisola del Sinai e forse di tutto il Mar Rosso, la parete a strapiombo di Ras Mohammed che dal 1989 è stata dichiarata Parco Nazionale insieme ai reef ed al territorio circostante. dsc_1749-tif-copia-copyIl nome del promontorio deriva dall’estrema punta a sud dove la forma del blocco di coralli fossili ricordava ai pescatori che la osservavano dal mare il profilo perfetto di un uomo con la barba, quello del profeta Maometto. I percorsi di immersione che si possono affrontare lungo la parete a picco che procede ininterrotta da Marsa Bareka a Shark Reef sono molteplici ; da Jakfish Alley e Garden Eel, da Anemone City e Shark Observatory. L’esperto istruttore della Sea Queen Fleet, Khaled Fahmy, ci ha consigliati e guidati su uno dei percorsi più popolari ed emozionanti di Ras Mohammed, quello che va da Shark Reef a Jolanda Reef, due pinnacoli sommersi.dsc_0801-tif-copia-copy Invece di usare uno dei punti di ormeggio obbligati (ricordiamo che in Mar Rosso è vietato gettare l’ancora sui punti di immersione che quindi sono dotati di appositi punti di ormeggio) decidiamo di effettuare l’immersione seguendo il flusso delle correnti, quasi sempre presenti e provenienti da nord est, che ci avrebbe permesso di esplorare senza troppa fatica prima la parete di Shark Reef e poi la barriera intorno a Jolanda Reef. dsc_1162-tif-copia-copyNon appena entrati in acqua siamo colpiti dall’ottima visibilità, oltre i trenta metri, e dalla parete a picco che sprofonda nel blu. Dopo una batimetrica sui 100m il fondale continua a scendere vertiginosamente fino a quasi 800m. La parete è tappezzata da bellissimi alcionari rosa e arancione e da enormi gorgonie gialle. Veniamo subito circondati da gruppi di barracuda e di carangidi provenienti dal mare aperto a cui a volte si aggiungono branchi di pesci pipistrello. Non sono rari gli incontri con i tonni, le aquile di mare, gli squali martello e gli squali grigi. Una volta terminata la parete di Shark Reef, che degrada sempre più lentamente via via che procediamo verso ovest, incontriamo un canalone di sabbia profondo 30m che dopo circa 20m di distanza si unisce al pinnacolo di Jolanda reef. Qui la barriera è molto più frastagliata ed abbondano in quantità incredibile enormi alcionari di tutti i colori. dsc_1039-tif-copia-copyA completare questo paradiso marino si uniscono decine di specie diverse di coloratissimi pesci di barriera, tra cui il bellissimo pesce angelo imperatore. Un vero e proprio studio fotografico all’aperto a disposizione dei fotosub. Una volta raggiunto il lato orientale del reef incrociamo, a circa 12m di profondità, ciò che resta del relitto del mercantile Jolanda, da cui deriva il nome del reef. La nave affondò nel 1981 mentre era diretta ad Aqaba e trasportava, come dimostrano gli unici resti presenti sul fondale, vasche da bagno e sanitari. Prima ancora che il governo egiziano decidesse della sua sorte, una forte mareggiata del 1987 lo spostò verso il largo dove venne inghiottito dagli abissi.

Una volta in superficie veniamo ripescati dall’attento personale della South Moon, sempre pronto a fornirci un ottima assistenza una volta risaliti a bordo. Pienamente soddisfatti della nostra immersione, sfruttiamo rapidamente la doccia calda delle nostre camere con aria condizionata, per poi soddisfare con il nostro appetito l’eccellente cucina italiana del cuoco egiziano.

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Lasciamo quindi le acque dello Stretto di Tiran per entrare in quelle del Golfo di Suez dove arriviamo dopo una navigazione di circa 4 ore. La mattina seguente siamo nuovamente pronti a partire diretti verso lo Stretto di Gubal per immergerci sul relitto della Giannis D, che si trova sul lato nord occidentale della barriera di Sha’ab Abu Nuas.

Questo reef è l’ultimo di una serie che si trovano in fondo allo Stretto di Gubal, ma essendo il più orientale è quello più vicino alle rotte nautiche, tanto da guadagnarsi la fama di cimitero di navi.

La traduzione del suo nome arabo significa rame o bronzo e si riferisce al carico trasportato dalla Chrisoula K il cui relitto giace sulla punta nord orientale del reef ; parte della sua prua spunta ancora fuori dall’acqua e da lontano si confonde con il reef. dsc_9761-tif-copia-copyAl centro della barriera si trova il terzo dei relitti di nave che caratterizzano l’area, quello del Carnatic. Quindi, preparo la mia custodia con un fisheye pronto ad immortalare il relitto della nave greca Giannis D, affondata nel 1983. Il relitto è diviso in due tronconi, è lungo quasi 100m e giace alla profondità massima di 27 metri. Le gru che si trovano sul ponte di poppa giungono fino a 4m dalla superficie. dsc_9715-tif-copia-copyGli alberi e le torrette sono ricoperti da alcionari rossi, rosa, gialli e arancione che in controluce e con lo sfondo del relitto creano dei bellissimi effetti fotografici. Una delle parti più affascinanti è la sala macchine la cui penetrazione necessita di una buona torcia, come appunto una Fa&Mi versione speleo applicata sulla custodia. Oltre a murene e razze maculate, il relitto riserva anche incontri con barracuda a caccia di prede, cernie, pesci pappagallo, pesci angelo e pesci scorpione.

 Anche quella sul Thistlegorm è una delle immersioni più famose del Mar Rosso, che ovviamente non può mancare nella Noth Route. Il Thistlegorm è infatti uno dei più leggendari e bei relitti di nave del Mar Rosso. Si tratta di una nave da guerra che trasportava rifornimenti bellici di tutti i tipi e dimensioni. Oggi, poggia quasi in verticale su di un fondale sabbioso a 30 metri di profondità. dsc_0714-tif-copia-copyNella zona poppiera sono ancora ben visibili le contraeree e l’elica della nave, mentre la parte più danneggiata è la sezione centrale del relitto che ne causò il suo affondamento. Sul fondale sabbioso a –33m, al di là del lato di babordo, giace una locomotiva che nell’impatto fu scaraventata fuori dal ponte della nave. Intorno al Thistlegorm nuotano indisturbati branchi di carangidi e pesci farfalla, mentre al suo interno si nascondono grosse cernie. La crescita degli alcionari è abbastanza buona. Attenzione! perché è severamente vietato asportare qualsiasi oggetto come souvenir dal relitto, i trasgressori vengono puniti con pene molto severe. Per vedere bene il relitto vi si devono fare minimo due immersioni, ma anche se ne faremo di più non ci verrà mai a noia, garantito!

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Appunti di Viaggio

DOVE SI TROVA : Sharm El Sheikh si trova in Egitto, sulla punta sudorientale della penisola del Sinai.
PARCHEGGIO AUTO IN AEROPORTO : Park to Fly

www.parktofly.it

Roma Fiumicino: Via Portuense, 2335 – Campo Fiumicino

Tel. 06-6504.1645 – fiumicino@parktofly.it

Milano Malpensa: Via del Gregge, 220 – Lonate Bozzolo (VA)

Tel. 0331-301.872 – malpensa200@parktofly.it

Uno dei modi migliori per raggiungere l’aeroporto di partenza dalla nostra città, è sicuramente quello di farlo con la nostra auto e lasciarla in un parcheggio a lunga sosta. Questo servizio è particolarmente indicato per i sub che hanno qualche bagaglio in più della norma e troverebbero scomodo muoversi in treno. Una volta parcheggiata l’auto nei parcheggi in prossimità degli aeroporti, saremo trasportati al nostro terminal da un servizio di navetta gratuita sia all’andata che al ritorno del viaggio.

CROCIERE IN BARCA : Sea Queen Fleet

Sharm El Sheikh, tel. +20 12 218 6669

www.seaqueenfleet.com – info@seaqueenfleet.com

Skype: seaqueenfleet – Facebook: Sea Queen (account) Sea Queen Fleet (group)

La Sea Queen Fleet offre crociere con partenza sia da Sharm che Hurghada, verso i più bei punti d’immersione delle rispettive zone, inclusi i più famosi relitti, isole e reef. Da poco è stata introdotta quella che viene denominata la Golden Route con partenza da Dahab. La compagnia è specializzata anche in crociere per gruppi personalizzabili. La Sea Queen Fleet, oltre alla South Moon, dispone anche di altre bellissime barche da crociera, dove ogni cabina è dotata di aria condizionata con letto matrimoniale e bagno con doccia. La cucina è quella tipica egiziana con un tocco di italianità, ed è sempre ottima e abbondante. Si possono effettuare sino a 4 immersioni al giorno compresa la notturna. Si consiglia di consultare il loro sito per tutti i dettagli ed aggiornamenti.

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